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9 curiosità su Venafro

Se provieni dal versante Tirrenico e vuoi addentrarti nel fantastico mondo del Molise, la prima cittadina ad accoglierti sarà Venafro.

Venafro si distingue dalla maggior parte dei comuni molisani poiché, situata al confine di tre regioni, subisce l’influenza campana e laziale.

Questa influenza si riflette nel dialetto e nei piatti tipici.
Una delle prelibatezze venafrane è  il tarallo, dalle dimensioni più grandi rispetto ai tarallini pugliesi e napoletani, creato esclusivamente con olio d’oliva, finocchio, farina e lievito.

tarallo di venafro

Un altro rustico famoso è il canascione, noto in dialetto come i cuanascion, simile al calzone napoletano ma ripieno di bietola, olive e acciughe.

Invece del caciocavallo, eccellenza molisana, a Venafro è più diffusa la mozzarella di bufala, tradizionalmente prodotta nelle province di Caserta e Salerno.

Venafro si estende ai piedi del Monte Santa Croce (1020m circa). Nella parte più elevata della città è custodito il centro storico. Più a valle si estende la parte nuova, sviluppatasi a partire da fine ottocento e tuttora in fase di ampliamento.

Una vasta pianura si espande fino al fiume Volturno, che segna il confine con la Campania. Tutt’intorno montagne. Versante sud-est il Matese, versante opposto il complesso delle Mainarde.
A nord, domina la città il Monte Santa Croce, affiancato dal Monte Corno a ovest e dal Monte Sambucaro a ovest del Monte Corno, la cui sommità si trova già nel territorio laziale.

Lo stesso clima risente dell’influenza campana ed è più caldo rispetto al resto del Molise, ma la vicinanza ai massicci del Matese e delle Mainarde rende il tutto più imprevedibile.

Dal punto di vista storico, Venafro è stato un crocevia di popolazioni e ha origini molto antiche, secondo alcuni Sannite, secondo altri addirittura Etrusche.

Sicuramente fu una città Sannita e successivamente una fiorente colonia romana, Venafrum. Ancora visibili oggi le rovine del teatro, dell’anfiteatro romano e di alcune ville. Moltissimi reperti storici romani sono esposti nel Museo Archeologico ma tuttora vengono ritrovati preziosi oggetti ogni qualvolta si effettuano degli scavi.

Dopo questa breve introduzione, ti voglio raccontare una serie di curiosità che rendono la città di Venafro alquanto speciale.

Partiamo!

 

1. L’olio di Venafro

Il primato di Venafro è rappresentato dall’olio, decantato già dai tempi dei Romani come olio più buono al mondo.

Diversi autori, tra cui Varrone, Plinio, Orazio e Strabone, ne hanno elogiato le qualità.

Nella sua Historia Naturalis, Plinio il Vecchio parla così dell’olio: “Anche rispetto a questa risorsa il primato in tutto il mondo lo ha ottenuto l’Italia, grazie soprattutto al territorio di Venafro, e a quella sua zona da cui si ricava l’olio liciniano, per cui è diventata di gran pregio anche l’oliva Licinia”.

Pare che la particolare posizione degli uliveti in montagna doni all’olio proprietà organolettiche speciali.

Recentemente, l’olio Evo Licinus di Venafro è stato riconosciuto a Dubai come l’olio più buono al mondo.

 

2. La Portella

A Venafro esiste un passaggio segreto che collega all’istante due quartieri della città.

Si tratta della cosidetta “Portella”, un cunicolo a forma di esse lungo circa 5 metri, in grado di collegare il quartiere “Le Manganelle” con la Chiesa dell’Annunziata.

È un po’ complicato scovare questo posto se non conosci la città, per cui ti consiglio di essere accompagnato da una guida locale.

Si narra che fosse il luogo prediletto per gli innamorati, soprattutto per quelli che avevano l’esigenza di nascondersi da qualcuno…

Il passaggio, dotato di un fascino e mistero particolari, rappresenta una curiosità unica.

portella di venafro

 

 

3. La Torricella

Arrivando a Venafro, ti capiterà di notare una torre del tutto singolare a nord-ovest dell’abitato, sempre sul Monte Santa Croce.

Si tratta della famosa Torricella, una torre di vedetta probabilmente di epoca normanna (IX-X secolo).

Qualcuno dice che al suo interno sia custodito il tesoro del diavolo. Io non so cosa voglia dire questa cosa e non so neanche quale possa essere il tesoro del diavolo.

Purtroppo o per fortuna non è possibile accedere all’interno e andare alla ricerca del tesoro.
Tuttavia, ti consiglio vivamente di fare un’escursione alla torre. Da lì godrai di un panorama particolarmente suggestivo su tutta la valle venafrana.

Puoi vedere il percorso da fare a piedi cliccando qui e seguendo sul GPS le indicazioni per la torricella

torricella di venafro

 

4. La città delle 33 chiese

Si narra che Venafro abbia 33 chiese.

Io ne ho contate 31, ma ti invito ad esplorare la città per trovarle tutte.
Fammi sapere poi!

Ti avviso comunque che al momento in cui scrivo alcune di esse sono chiuse e altre sono state sconsacrate, per cui il numero non rappresenta il numero di chiese all’attivo.

È comunque interessante pensare che in un comune di 11000 abitanti circa (in passato ancor meno!) si trovino così tante chiese.

Tra le più importanti ricordiamo la Chiesa dell’Annunziata, di stile barocco, la cattedrale di Santa Maria Assunta e la Basilica dei Santi Martiri, anche chiamata Convento di San Nicandro.

Insomma, i Venafrani hanno l’imbarazzo della scelta per andare a messa!

chiese venafro panorama

 

5. Gli scacchi più antichi d’Europa

A Venafro sono custoditi gli scacchi più antichi d’Europa. Ebbene sì, e sono visibili all’interno del Museo Archeologico, visitabile dal martedì alla domenica dalle 08:15 alle 14:00.

Gli scacchi furono ritrovati nel 1932 nei pressi del Teatro Romano di Venafro. Si tratta di 19 pezzi in totale, alcuni integri, altri frammentari.

In seguito ad appositi studi sono stati datati al X secolo e risultano, ad oggi, gli scacchi più antichi d’Europa.

Se ti trovi a passeggiare in piazza Vittorio Veneto a Venafro, noterai una scacchiera a grandezza umana disegnata sulla pavimentazione. Essa fu realizzata proprio per omaggiare questo prezioso reperto storico-culturale della cittadina.

 

6. Le mura ciclopiche

Andando ancora più indietro nel tempo e spostandoci dal centro storico al Parco dell’Olivo, a Venafro è possibile trovare un altro reperto di notevole importanza.

Si tratta di un vero e proprio gioiello per gli appassionati di archeologia: le mura ciclopiche.
Non si sa a che epoca risalgano, ma lo stile adottato è quello proprio ai Sanniti.
Sicuramente sono state realizzate più di 2000 anni fa, ma stabilire il secolo con esattezza è un’impresa ardua.

Ogni volta che passeggio per il parco, faccio un salto per vedere le mura: rimango estasiato e comincio a fantasticare.
Una sola pietra è lunga quanto me.
Come fecero a costruirle?
Chiesero davvero aiuto ai ciclopi?

 

7. 26 stalloni nel Castello

Torniamo in centro e dai ciclopi passiamo ai cavalli.
Ci rechiamo al Castello Pandone, posizionato sulla sommità del centro storico.
Il castello – che ti consiglio caldamente di visitare – non è solo bellissimo dal punto di vista architettonico, ma presenta alcune peculiarità che lo rendono del tutto originale.

castello di venafro

 

Risalente al X secolo, ma trasformato in un’elegante residenza rinascimentale (di cui oggi conserva le fattezze) solo nel XV secolo dalla famiglia Pandone, il Castello è oggi Museo Nazionale e ospita opere di importanti artisti molisani e campani.

Al suo interno sono stati affrescati a grandezza naturale ben 26 stalloni, la maggior parte dei quali sono tuttora visibili.
Pare infatti che il conte Enrico Pandone avesse una passione quasi maniacale per i suoi cavalli.
Era suo uso donare i cavalli a personaggi importanti dell’epoca, probabilmente per intessere relazioni di un certo livello ed ampliare la propria rete.
Tra questi personaggi illustri vi era anche il grande Carlo V, sul cui impero non tramontava mai il sole.

 

cavallo castello pandone

 

8. I 40 giorni di San Pio alla Basilica dei Santi Martiri

Se sei incline ad un turismo di tipo più spirituale, ti consiglio una visita alla Basilica dei Santi Martiri (Convento di San Nicandro).

Proprio qui, nell’ottobre del 1911, ha soggiornato per quaranta giorni l’oggi Santo Pio da Pietralcina.

Quando arriva al convento, Padre Pio è in condizioni di salute totalmente precarie e ha i giorni contati. Durante il suo soggiorno a Venafro la sofferenza non fa che aumentare. Per 21 giorni il suo unico cibo è la Santa Comunione.

È in questo periodo che si verificano una serie di fatti misteriosi, come estasi e vessazioni diaboliche, di cui la confraternita tutta si rese conto.

Dopo 40 giorni – numero poco casuale se pensiamo al periodo trascorso da un altro famoso personaggio nel deserto – Padre Pio lascia il Convento di Venafro.
Le sue condizioni sono migliorate e può definitivamente compiere il suo ritorno in Puglia, dove seguiranno importanti capitoli della sua vita.

Se ti trovi al Convento, puoi visitare la stanza nella quale soggiornò il Santo.

convento san nicandro venafro

 

9. Maradona a Venafro

Non solo santi, ma anche calciatori!

Sapevi che Maradona ha giocato nella squadra di calcio del Venafro?

Ebbene sì, ma, ahimé, non il grande Diego Armando Maradona. Trattasi del figlio, Diego Armando Maradona Jr.,  che ha militato nel Venafro durante l’annata 2007-2008.

Sicuramente non all’altezza del padre, il piccolo Diego può vantare di aver riempito lo stadio del Venafro per un anno. Più che le sue doti calcistiche, ad attrarre i cittadini era l’illustre cognome inciso sulla maglietta bianconera.

maradona junior

 

E con quest’ultima perla, per oggi ti lascio.

Spero di averti incuriosito e di averti dato spunto su cosa vedere per il tuo prossimo soggiorno a Venafro.

A proposito, se sei interessato a visitare Venafro e il resto del Molise dai un’occhiata a questo tour!

 

Se vuoi visitare il Molise non esitare a contattarci. Elaboriamo proposte di viaggio fatte apposta per te!

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